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Vignerons in Toscana: bersaglio centrato ma…..

Vignerons d'EuropeUn migliaio di vignerons sono arrivati da tutta Europa a Montecatini e poi a Firenze tra il 5 e il 7 dicembre per un incontro   (Vignerons d’Europe) che poneva anzitutto l’urgenza di autodefinirsi: chi sono, cosa li anima e cosa si propongono, anche se il tema centrale dichiarato era la sostenibilità della vitivinicoltura.
Fortemente voluto da Slow Food dopo la prima riunione a Montpellier due anni fa (in cui più che altro si era affrontata di petto la  riforma OCM), l’evento ha centrato l’obiettivo, uscendo con un documento essenziale illustrato l’ultima mattina nel Salone dei 500 di Palazzo Vecchio. “Il vignaiolo si prende cura in prima persona della vigna, della cantina e della vendita” è una perentoria autodefinizione. “Il vignaiolo pratica la trasparenza: dice quello che fa e fa quello che dice” è dichiarazione di rara eticità, e Dio sa se ce n’è bisogno. Ancora: “Il vignaiolo come agricoltore si assume la responsabilità di preservare e migliorare la fertilità del suolo e l’equilibrio degli ecosistemi” non entra nel merito dei dettami biologici, biodinamici o “naturali” ma è una grossa assunzione di responsabilità. Altro punto non da poco è che “custodisce e modella il paesaggio nel rispetto della biodiversità e della cultura del proprio territorio, che racconta e arricchisce”.

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